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Mezzegra
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mwhaMezzegra (mwhqmwhgAFI: /medˈʣeːɡra/; mwiaMezegra in mwiqdialetto comascocite-ref-4[N 1], mwjgmwjwAFI: /meˈʣeɡra/) è un mwkqmunicipiocite-ref-5[4] di mwlg1 032 abitanti del mwlwcomune di mwmaTremezzina nella mwmqprovincia di Como in mwmgLombardia. Fino al 3 febbraio 2014 costituiva un mwmwcomune autonomo.

Contents

Storia
Simboli
Note

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Geografia fisica

Il paese sorge sulla riva occidentale del mwnwLago di Como, in Tremezzina, lungo la mwoaSS 340, che la collega a mwoqComo e mwogSondrio.

Origini del nome

Secondo alcune ipotesi, il toponimo sarebbe un derivato dell'unione dei termini latini mwpqinter ("tra") e mwpgagros ("campi"), a indicare un luogo localizzato nel mezzo di un'area campestre.mwpwmwqacite-ref-06-6-0[5]

Storia

La più antica menzione storica di Mezzegra è costituita da un documento datato mwsw1049.cite-ref-06-6-1[5]

Schierato dalla parte di mwuqMilano durante la mwugguerra decennale, il paese di Mezzegra fu successivamente interessato dalle dispute che videro contrapposte le nobili famiglie comasche dei mwuwRusconi (mwvaghibellini) e dei Vittani (mwvqguelfi)mwvgmwvwcite-ref-06-6-2[5].

Nel 1240, Mezzegra risulta appartenere alla mwxqpieve di Lenno.cite-ref-5-7-0[6]

Negli annessi agli Statuti di Como del 1335, il mwzaComune de Mezegrio risulta essere responsabile della manutenzione del tratto di mwzqvia Regina compreso tra i torrenti mwzgde Polla e de mwzwAlbana.cite-ref-5-7-1[6]

Inserito sempre nella pieve di Lenno, nel 1510 Mezzegra risulta già far parte del mwbqContado di Como, entro cui rimarrà fino alla creazione della mwbgProvincia di Como (1786).cite-ref-5-7-2[6]

Nel 1751, il territorio comunale di Mezzegra risulta estendersi ai cassinaggi di Azzano, mwdaBonzanigo, mwdqGiulino e Pola.cite-ref-5-7-3[6] Nello stesso periodo, Mezzegra risulta già redenta dall'mweginfeudazione, seppur ancora con la condizione di un pagamento quindecennale relativo al riscatto.cite-ref-5-7-4[6]

Un decreto di riorganizzazione amministrativa del mwgaRegno d'Italia napoleonico datato mwgq1807 sancì per il Comune di Mezzegra con Azzano, Bonzanigo, Giulino e Pola l'aggregazione a mwggLenno. Tale decisione non sopravvisse alla mwgwRestaurazione, che comportò la ricostituzione del comune di Mezzegra come entità comunale autonoma.cite-ref-5-7-5[6]

Dal 21 gennaio 2014 Mezzegra è un municipio del comune di mwiqTremezzina, una comunità già esistita (in mwigepoca fascista) dal 1928 al 1947cite-ref-5-7-6[6].

Cattura di Mussolini

Nella frazione di mwkgGiulino vennero uccisi dai partigiani mwkwBenito Mussolini e mwlaClara Petacci il 28 aprile mwlq1945 dopo sentenza di condanna del CLN (mwlgComitato di Liberazione Nazionale).

Simboli

Lo stemma in uso al comune era privo di una concessione ufficiale e riprendeva il blasone della famiglia Brentano (mwngmwnwinterzato in fascia: il 1º d'oro all'aquila bicipite di nero, coronata del campo sulle due teste; il 2º, d'azzurro ad una brentacite-ref-8[N 2] d'oro, colle due anse di fronte, accostata, a destra, da un leoncino rivoltato dello stesso, a sinistra da una serpe d'argento, guizzante in palo; al 3º bandato d'argento e di rosso) con alcune modifiche: era stato tolto il mwpabandato d'argento e di rosso; il volatile era di colore azzurro, con una sola testa, sempre coronata, ma rivoltata; vennero aggiunti tre monti, con altrettante croci, a rappresentare il Calvario.cite-ref-9[7]

Monumenti e luoghi d'interesse

Architetture religiose

Parrocchiale di Sant'Abbondio

In località mwrqBonzanigo si trova la mwrgchiesa di Sant'Abbondio, già attestata nel mwrw1651 come viceparrocchia della mwsapieve di Lenno ed elevata al rango di mwsqparrocchiale nel mwsg1692.cite-ref-2-10-0[8] Nel secolo successivo, l'intitolazione della parrocchia facente riferimento a tale chiesa risulta essere mwtw"Sancti Abundii Mezzegriae seu Bonzanici".mwuacite-ref-2-10-1[8]

La chiesa fu realizzata a cavallo dei secoli XVII e XVIIIcite-ref-0-11-0[9], in mwwgstile barocco,cite-ref-12[10] a fianco di una precedente chiesa mwxwromanica,cite-ref-3-13-0[11] con un rilevante contributo economico da parte di alcuni emigraticite-ref-0-11-1[9]. La nuova chiesa fu completata nel mw0a1724mw0qmw0gcite-ref-06-6-3[5], in stile mw1wrococò.cite-ref-3-13-1[11] L'interno è a navata unica, coperta da una cupola che ospita una mw3aGloria di Sant'Abbondio di mw3qGiulio Quaglio il Giovanemw3gmw3wcite-ref-0622-14-0[12] (1716).cite-ref-3-13-2[11] Lo stesso santo è rappresentato nella statua che domina il presbiterio, opera dello scultore mw6alagliese Stefano Salterio.cite-ref-3-13-3[11] Alle spalle del presbiterio, un'mw7qabside semicircolare.cite-ref-3-13-4[11] L'attuale sacrestia faceva già parte della precedente chiesacite-ref-3-13-5[11].

Ex-chiesa di Sant'Abbondio

Attualmente adibita come canonica al servizio dell'attigua parrocchiale, l'ex-chiesa di Sant'Abbondio fu costruita nel XII secolo,mw-amw-qcite-ref-0622-14-1[12] in mw-gstile romanicocite-ref-3-13-6[11]. L'edificio, che sul fianco esterno presenta ancora una decorazione ad mwaqmarchetti pensilicite-ref-1-15-0[13], venne descritto per la prima volta negli atti di una mwaqgvisita pastorale effettuata da mwaqkFeliciano Ninguarda sul finire del mwaqoXVI secolomwaqsmwaqwcite-ref-063-16-0[14].

Della struttura originaria sono ancora visibili alcuni resti della facciata e dell'accesso principale (inglobati in una parete della sacrestia dell'attigua parrocchialecite-ref-2-10-2[8]), nonché la base e parte del tronco del campanile (una torre a pianta quadrata di 2,70 m per lato). Quest'ultimo era disposto lungo il fianco settentrionale della ex-chiesa.mwarymwarccite-ref-064-17-0[15]

Dell'antico edificio religioso sopravvivono anche alcuni ambienti interni: si tratta di due cappelle separatecite-ref-1-15-1[13], le quali ospitano affreschi di mwaseGiovanni Mauro della Rovere,mwasimwasmcite-ref-06-6-4[5]cite-ref-1-15-2[13]mwaswmwas0cite-ref-0622-14-2[12] decorazioni a stucco di Pietro Silvamwatimwatmcite-ref-06-6-5[5] e un altare ligneo a tempiettocite-ref-3-13-7[11] intagliatocite-ref-1-15-3[13]mwauamwauecite-ref-0622-14-3[12] nel corso del mwauySeicentomwaucmwaugcite-ref-06-6-6[5]. Una delle due cappelle ospita l'altare ligneo, mentre l'altra è dedicata alla mwau0Madonna del Carmelo.cite-ref-3-13-8[11] Ai lati dell'ingresso attuale, due mwaviputti scolpiti con sembianze da mwavmmelusine.

Chiesa dell'Addolorata

Registrata in un documento del mwavy1788 come "Oratorio dell'Addolorata in Azzano"cite-ref-2-10-3[8], la chiesa fu realizzata intorno agli anni mwavs1670-mwavw1677.cite-ref-18[16]

Chiesa di San Giuseppe

Chiesa di San Giuseppe, edificata a partire dalla fine del mwawmXVII secolo cite-ref-4-19-0[17] e terminata tra il mwawg1707 e il mwawk1720cite-ref-20[18]. A lungo mwaw4patronato Brentani,cite-ref-2-10-4[8] la chiesa fu costruita per volere di Carlo Brentano Mezzegra, mercante ad mwaxmAugsburg.cite-ref-4-19-1[17] All'interno, un dipinto riconducibile alla scuola di mwaxgGiulio Quaglio raffigura il santo titolare della chiesa in compagnia della mwaxkMadonna, di mwaxoGesù Bambino, e di mwaxsSan Carlo Borromeo.cite-ref-4-19-2[17]

Altro

• Cappella di Sant'Anna, costruita prima del mwaym1669cite-ref-21[19]

Architetture civili

Palazzi Brentano

mwaysBonzanigo ospita palazzi anticamente appartenuti alla casata di mercanti Brentano; nei palazzi, riccamente affrescati e stuccati, opere di mway0Cesare Ligari e mway4Giulio Quagliomway8mwazacite-ref-062-22-0[20].

• Palazzo Brentano Monticello (XVII secolo), che conserva affreschi riconducibili a mwazcGiulio Quaglio il Giovanecite-ref-23[21] e camini in marmo nero di mwazwVarennacite-ref-7-24-0[22]. Noto anche come palazzo Monticelli, fu costruito negli anni 1699-1700 dal capostipite del ramo Monticello dei Brentano,cite-ref-25[23] famiglia di mercanti attivi a mwaauLipsia, mwaayDresda, mwaacNorimberga e mwaagBuda.cite-ref-7-24-1[22] Il palazzo venne edificato in un terreno al tempo noto come "al Monticello".cite-ref-8-26-0[24] Dopo vari passaggi di mano che coinvolsero, tra l'altro, i mwabeLucini e i Passalacqua, il palazzo ospitò la sede del municipio di Mezzegra.cite-ref-8-26-1[24] Nella sala principale, un affresco raffigura mwabymwabcErcole ammesso tra gli dei dell'mwabgOlimpo.cite-ref-7-24-2[22]
• Ex-palazzo del Vescovo, già proprietà Brentano, realizzato tra la fine del mwab4Cinquecento e l'inizio del mwab8secolo successivocite-ref-27[25]. Il nome del palazzo deriva dal fatto di essere servito come alloggio per il mwacqvescovo di Como mwacuGiuseppe Olgiati durante la mwacyvisita pastorale avvenuta poco dopo il completamento della nuova parrocchiale di Sant'Abbondio. All'interno del palazzo si conservano due affreschi attribuiti a mwaccGiulio Quaglio il Giovane.
• Ex-palazzo Brentano Scalinocite-ref-6-28-0[26] (o Scalini), situato poco più a monte del Palazzo Brentano Monticello. Il palazzo fu costruito nel 1672cite-ref-6-28-1[26] da esponenti del ramo Scalini della famiglia Brentano, ramo che deve il proprio nome alla scalinata che, passando davanti all'ex-palazzo del vescovo, s'innesta nella via Fratelli Brentano poco più a nord rispetto al palazzo Brentano Monticelli. Rimaneggiato nel corso del tempo, della struttura originaria conserva il basamento (che forma una galleria ad arcate che collega il palazzo Brentano Scalino agli attigui palazzi Brentano Cimaroli e del Vescovocite-ref-6-28-2[26]) e resti di due mwaduloggecite-ref-6-28-3[26] panoramiche. Nel cortile, uno scalone d'onore in mwadosasso di Moltrasio, accesso preferenziale concepito come alternativa nobile alla scalinata che dal palazzo Brentano conduce all'ex-palazzo del Vescovo. All'ex-palazzo Scalino apparteneva anche il cosiddetto mwadsNinfeo (XVIII secolo), situato in corrispondenza dell'ingresso sull'attuale via Fratelli Brentano e ornato da decorazioni a tema mwadwmitologico.cite-ref-29[27] In passato, il palazzo Brentano-Scalini e il palazzo del Vescovo erano collegati tra di loro anche internamente.
• Ex-palazzo Brentano Cimaroli

Alle spalle dell'ex-palazzo Brentano Scalino si trovano inoltre le cosiddette mwaemGrate turche, portate a Bonzanigo dai Brentano probabilmente da mwaeqBuda (dove avevano numerose attività commerciali), dopo il mwaeu1686.cite-ref-30[28]

Altre architetture civili

• Casa Rosaticite-ref-31[29]
• Villa Stoddard-Hendersoncite-ref-32[30]

Società

Evoluzione demografica

Demografia pre-unitaria

• 1751: 460 abitanticite-ref-5-7-7[6]
• 1771: 493 abitanticite-ref-5-7-8[6]
• 1799: 451 abitanticite-ref-5-7-9[6]
• 1805: 440 abitanticite-ref-5-7-10[6]
• 1853: 730 abitanticite-ref-5-7-11[6]

Demografia post-unitaria

Abitanti censiticite-ref-33[31]

Note

Esplicative

cite-note-4N 1. Per il mwaiadialetto comasco, si utilizza l'mwaieortografia ticinese, introdotta a partire dal 1969 dall'associazione culturale mwaiiFamiglia Comasca nei vocabolari, nei documenti e nella produzione letterariamwaim.
cite-note-8N 2. La brenta è un tipo di mwaicgerla - tradizionalmente in mwaigvimini - usata per il trasporto dei grappoli d'uva.

Bibliografiche

cite-note-template-divisione-amministrativa-abitanti-11. mwai8Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
cite-note-divamm-sismica-22. mwajmmwajqmwajuClassificazione sismica (mwajymwajcXLS), su mwajgrischi.protezionecivile.gov.it.
cite-note-template-divisione-amministrativa-gradi-giorno-33. mwajwmwaj0mwaj4Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (mwaj8mwakaPDF), in mwakeciterefmwakiLeggemwakm mwakq26 agosto 1993, n. 412, allegato A, mwakuAgenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p.mwaky 151. mwakcURL consultato il 25 aprile 2012 mwakg(archiviato dall'mwakkurl originale il 1º gennaio 2017).
cite-note-54. mwak0mwak4mwak8Statuto comunale di Tremezzina, su mwalaComune di Tremezzina.
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cite-note-2523. mwayumwayymwaycPalazzo Brentano, su mwaygmylakecomo.co.
cite-note-8-2624. mway4mway8"Palazzo Brentano Monticelli", in mwazapannello esplicativo all'esterno del monumento.
cite-note-2725. mwazqmwazumwazyPalazzo del Vescovo (ex), Vicolo chiuso, 4 - Mezzegra (CO) – Architetture – Lombardia Beni Culturali, su mwazclombardiabeniculturali.it. mwazgURL consultato il 27 marzo 2021.
cite-note-6-2826. mwa0imwa0m"Palazzo Brentano Scalino", in mwa0qpannello esplicativo all'esterno del monumento.
cite-note-2927. mwa0gmwa0k"Ninfeo", in mwa0opannello esplicativo all'esterno del monumento.
cite-note-3028. mwa04mwa08"Grate Turche", in mwa1apannello esplicativo all'esterno del monumento.
cite-note-3129. mwa1qmwa1umwa1yCasa Rosati, Via Albana, 20 - Mezzegra (CO) – Architetture – Lombardia Beni Culturali, su mwa1clombardiabeniculturali.it. mwa1gURL consultato il 27 marzo 2021.
cite-note-3230. mwa1wmwa10mwa14Mappe di comunità - Villa Stoddard, su mwa18mappedicomunita.liberisogni.org. mwa2aURL consultato il 9 gennaio 2024.
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Bibliografia

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• citerefpiniLucia Pini, I mercanti di Mezzegra - I Brentano, una famiglia europea, New Press edizioni, 2018, ISBN 9788893560481.

Voci correlate

• mwa3g25 aprile mwa3k1945

Altri progetti

Altri progetti

• Wikimedia Commons

• Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Mezzegra

Collegamenti esterni

• mwa34Mezzegra frazione del Comune di Tremezzina su comuni-italiani.it
• mwa4aMezzegra su GuidaWiki ai comuni italiani